Do ut stadio


Il girone d'andata va ad archiviarsi, con un Perugia che, alternando risultati brillanti ad inaspettate battute d'arresto, non può affatto lamentarsi della posizione di classifica, in piena zona play off ed a ridosso delle prime. Ciò che preoccupa è piuttosto il regolamento del campionato, che prevede due sole promozioni, una diretta e l'altra via play off, in maniera del tutto simile al campionato di B dell'anno scorso, con la differenza che vi è un posto in meno per salire. Quelli che invece sembrano non esserci più sono i problemi economici, che inevitabilmente attenagliano anche la Serie C (critica la situazione dello Juve Stabia), e noi siamo ben contenti di essercene liberati. Certo che la nuova società, non si può permettere di fare passi più lunghi della gamba con acquisti avventati. E poi non bastano i soldi per vincere i play off. Ci vuole anche un pò di fortuna. O se preferite la variabile casuale (per la scienza), o meglio ancora il fattore di rischio (per le imprese). Farcela subito vorrebbe dire guadagnare un anno, non dover ammazzare il prossimo campionato di c1, o non avere la pressione di doverlo vincere per forza (checchè se ne dica Perugia non è da C, e la città potrebbe spazientirsi alla lunga). Allora poichè siamo ancora ampiamente della partita, perchè non ce la giochiamo per vincerla? Presidente, so che non è venuto per sperperare denaro nel sistema calcio, ma come tifoso mi aspetto un grande calciomercato, dal quale escano un nome da Perugia, e qualche giocatore per allungare la panchina, onde evitare di vedere scorrazzare per il rettangolo verde del Renato Curi dei pur validi, ma acerbi, diciottenni.
Già, il Renato Curi. Silvestrini vorrebbe ereditare dalla vecchia Società la concessione, il progetto dell'Ing. Regni e soprattutto la gestione delle attività commerciali, per farne cassa. Non so sinceramente quali garanzie abbia il Sindaco posto per rendere più appetibile il rilevamento della società, ma non possono essere gli accordi raggiunti in 10 anni di richieste pressanti dei Gaucci. Sono radicalmente cambiate le condizioni, ed oltretutto il piano approvato in Comune nel giugno scorso mina fortemente l'identità della Curva Nord. Che li facciano, se proprio ci tengono, sotto la Tribuna o la Gradinata i centri abbronzanti. Sull'albergo io sono invece possibilista, purchè l'accesso sia del tutto separato a quello delle tifoserie. Ma tutte queste modifiche sono inscindibili da una completa ristrutturazione dell'impianto, con una copertura almeno parziale, con la dotazione di un maxischermo e di posti più confortevoli. Uno stadio per la Serie A, in grado di poter ospitare eventi internazionali come una partita tra nazionali europee (che poi magari sarà solo un'amichevole, vista l'agguerrita concorrenza che ci taglia fuori) o gli allenamenti di una nazionale per gli Europei del 2012, giacchè Perugia è stata inserita nella lista delle eventuali città candidate ad ospitarli. E di conseguenza è tra le città che possono beneficiare del prestito del neonato Credito Sportivo.
Ma il dibattito è prematuro. La cruda realtà ci dice che siamo in C e che per le esigenze di oggi basterebbe il vecchio, romantico Santa Giuliana, dal 1976 tempio dell'atletica leggera. Per adesso preoccupiamoci quindi di tornare in una serie che giustifichi l'intervento sul Curi.

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