AC Perugia: inchiesta sul doping


Prosegue a ritmi serrati l'inchiesta sulle malefatte di Gaucci a Perugia. In questa settimana il pm Sottani ha accusato l'AC Perugia di aver ricorso in maniera sistematica anche al doping farmaceutico in un'inchiesta parallela a quella sullla gestione finanziaria della squadra negli anni della Serie A. Le accuse sono ancor più gravi, a mio avviso, che quelle per la gestione finanziaria su cui sta indagando la pm Duchini (in questi giorni sono stati interrogati alcuni ex calciatori della squadra, i quali hanno confermato numerosi pagamenti in nero effettuati da Gaucci). Negli anni a Perugia sono risultati positivi alcuni giocatori per ricorso a sostanze psicotrope, da Camplone a Bucchi passando per il mai chiarito caso di Pagotto (sembra dovesse coprire i vizietti di qualcun altro) , ma lasciatemi dire che con queste sostanze non si migliorano di certo le prestazioni in campo ed aggiungo che secondo me sono fatti loro. L'unico caso accertato di doping che si sia mai avuto a Perugia riguarda Al-Saadi Gheddafi, per il quale non si è andati avanti nel procedimento, che sembra basarsi più su di un elenco di acquisti fatti negli anni dalla società di Gaucci nelle farmacie perugine piuttosto che su fatti e testimonianze reali. Non vorrei che in un contesto nel quale il doping è stato sdoganato perchè ha fatto vincere squadre blasonate come la Juventus od ha portato alla ribalta favole calcistiche come quella del Chievo infine venissero puniti i soliti, magari per un paio d'aspirine o perchè quelli del Trio Medusa (sotto contratto nel Perugia nel 2004, vedi foto) si fumavano le canne. Forse in pochi si ricordano come in quegli anni venivano fatte le analisi nei laboratori di Acquacetosa. Sottani, porti le sue carte da Guariniello, e si inizi una vera inchiesta a livello nazionale, altrimenti c'è il rischio di non arrivare a nulla.

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