Mal di trasferta


A Foggia è arrivata la settima sconfitta consecutiva in trasferta, e dal Renato Zacchera non arrivano i segnali confortanti che si vanno cercando vanamente ormai da diverso tempo. Fatto sta che oggi il Perugia esce dalla zona play-off ed è inutile aggiungere che, visti i risultati degli altri campi, con un risultato positivo adesso saremmo nuovamente proiettati verso il secondo posto. Ma così non è, il Grifo si deve per forza di cose guardare alle spalle, con una Lucchese che incalza ed entra quindi nel gruppo di 6 squadre dalle quali scaturiranno le 4 partecipanti ai play off.
Ma andiamo con ordine. Il Perugia visto a Foggia oggi ha impostato bene la gara, sfiorando per ben due volte il vantaggio, sino a quando uno scellerato retropassaggio volontario di Ghomsy a Pinzan costringe quest'ultimo a raccogliere il pallone con le mani, onde evitare che un attaccante rossonero possa andare a rete anticipandolo di piede. A questo punto l'arbitro livornese Vuoto (o duro, boia dè, proprio a noi ci dovevi fare questo scherzetto?) sanziona il tocco di mano del portiere perugino (il quale sarebbe dovuto intervenire di piede) con una punizione a 2 dentro l'area ed espellendo l'estremo difensore del Grifo per aver, con il suo intervento fuori dal regolamento, vanificato una chiara occasione da rete per il Foggia. La decisione è stata affidata alla soggettività dell'arbitro ed è forse corretta (anche se sembra che la società stia valutando se presentare ricorso per errore tecnico arbitrale o meno), ma lasciatemi dire che questo evento ha condizionato la gara oltremodo. Un fulmine a ciel sereno nella pur sufficiente prestazione biancorossa in terra pugliese. La leggerezza compiuta dal giovane difensore camerunense va ad aggiungersi alla lista di errori evitabili che sono andati a condizionare l'andamento ed il risultato di una gara nel campionato sin qui disputato dal Perugia. Il fatto che l'arbitro, a sua discrezionalità, potesse essere meno severo, è un fattore esterno diretta conseguenza di un peccato d'ingenuità compiuto dalla squadra.
Subito dopo l'espulsione di Pinzan ed il conseguente debutto fra i pali del giovane Bianchi, la partita è andata ad arenarsi su binari morti sino a quando il Foggia è riuscito a trovare il gol, sugli sviluppi di un calcio di punizione, ed in finir di partita il Perugia, gettando malamente l'ultima occasione da calcio d'angolo, dà l'opportunità ai diavoletti rossoneri di siglare in un sin troppo facile contropiede il secondo vantaggio. Triplice fischio e festa solo per i rossoneri ed il loro tecnico Fiorucci, nato a Città di Castello.
Quella di oggi va ad aggiungersi alle sconfitte di Gela, Manfredonia e Sassari (che mi hanno comunque più amareggiato perchè Perugia non dovrebbe nemmeno misurarsi con quelle realtà locali) e per il Grifo di quest'anno il solito disco rotto in trasferta: 0 gol fatti, 0 punti riportati a casa.
Al tecnico Vincenzo Patania (in alto), che difende l'operato della squadra anche in condizione d'inferiorità numerica, va il compito di invertire la tendenza, e di perseguire gli obiettivi fissati dalla dirigenza in Gennaio, il raggiungimento dei play off per giocarsi un'opportunità di tornare subito in B. Proviamoci, non demordiamo!

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