Notte Bianca

Tra poco più di un mese, e precisamente il 25 Settembre prossimo, Perugia avrà la sua Notte Bianca, sulla scia dell'ormai celebre manifestazione nata a Parigi sotto la più romantica dicitura di Nuit Blanche, e poi propagatasi in tutta Europa, riscontrando in Italia successo a Roma (nonostante il famoso blackout che paralizzò la penisola) ed a Milano, ma incorrendo in inattese debacle a Torino e Firenze, per una cattiva organizzazione nel coinvolgimento delle associazioni e per la scarsa collaborazione delle attività commerciali.
Io sono più che favorevole ad una manifestazione del genere, che significherebbe da un punto di vista simbolico la riappropriazione da parte della città dei suoi spazi nelle ore notturne, ore nelle quali Perugia è terra di nessuno, per usare un diffuso eufemismo. Coinvolgere per una notte non solo i figli ma anche i loro genitori e, perchè no, i loro nonni potrebbe essere un deterrente alla diffusa apatia cittadina del non vedo/me ne frego, oltrechè una decisiva spinta verso la multiculturalità attraverso il cambiamento delle nostre (err vostre... io faccio la notte bianca ogni week-end...) abitudini verso un più moderno mondo dai 24 fusi orari ricombinati in un' unica soluzione.
Ma voglio anche porre l'attenzione su quanto sia effettivamente difficile organizzare un evento del genere in così poco tempo, e pubblicizzarlo in maniera adeguata. Mi chiedo ad esempio quanto stia facendo la Provincia di Terni - se mai le sia stata richiesta una fattiva collaborazione - in tale ambito. Se infatti l'Umbria può definirsi, con i suoi 800.000 abitanti, una città-regione, allora pare il contesto ideale per una Notte Bianca, altrimenti non ne vedo che una smargiassata un pò provinciale della mia Perugia che, già durante Umbria Jazz, vede chiuse tutte le sue attività alle 2, per la gioia degli instancabili crumiri che gestiscono un pakistano là nei pressi della Torre degli Sciri, i quali dimostrano più fiuto imprenditoriale dei nostri commercianti - immeritevoli discendenti dei fondatori del Collegio del Cambio - che si permettono di alienarsi per pigrizia un fiorente mercato. La chiave del successo di una manifestazione del genere è il coinvolgimento di quante più associazioni possibili, anche quelle alle quali durante l'anno si è chiuso la porta in faccia per una fortuita mancanza di spazi o per la pienezza del calendario.
Io ci sarò.


link consigliati: la cronaca della notte bianca torinese fatta da un blogger astigiano

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